Human Steps – Camminare per restare umani

Ci sono momenti in cui il silenzio pesa più delle parole.

Non è facile parlare della Palestina, e non lo è mai stato. Le notizie si rincorrono, le immagini scorrono davanti ai nostri occhi e i social diventano un vortice di indignazione, di contro-informazione, di caos. Viviamo in quella che Bauman chiamava “società liquida”: frammentata, disgregata, capace di disperdere perfino le cause più giuste in mille rivoli che non si incontrano mai.

Eppure, per la prima volta nella storia, siamo tutti e tutte messi al corrente, quotidianamente, di ciò che accade a migliaia di chilometri da noi. Non possiamo dire “non lo sapevamo”. Quella terra lontana è abitata da uomini e donne come noi, da bambini e bambine che chiedono solo di poter crescere.

Vittorio Arrigoni, che ha scelto di vivere e morire a Gaza, ci ha lasciato due parole che oggi pesano come pietre: “Restiamo umani”. È da lì che siamo partiti.

Perché se ci pensiamo bene, la parola indignazione porta dentro di sé un verbo: agire. Non basta indignarsi, bisogna fare un passo. Anche piccolo, anche simbolico. Ma un passo.

Da questa consapevolezza nasce Human Steps: la nostra scelta di trasformare le escursioni in atti di solidarietà, di camminare non solo verso le vette ma anche verso l’altro. Abbiamo deciso che ogni trekking potrà diventare un ponte.

Il nostro sostegno agli altri non nasce oggi: lo abbiamo già messo in pratica con Escursione Sospesa, iniziativa che accompagna minori e adulti in situazioni di vulnerabilità alla scoperta della natura, e di cui siamo sostenitori sin dall’inizio. Io stesso, Riccardo Giorgis, sono presidente sia della cooperativa Vette e Baite, sia dell’associazione sportiva Around the WOD, ideatrice del progetto Escursione Sospesa. Human Steps è il naturale proseguimento di quel cammino, uno strato in più nella stessa direzione.

La prima iniziativa è dedicata a Gaza, con la raccolta fondi per WeWorld-GVC, una organizzazione no profit italiana attiva dal 1992 sul territorio palestinese.

Lo sappiamo bene: questo non cambierà la storia. Le decisioni che contano spettano alle istituzioni e ai governi. Ma come Vette e Baite vogliamo lasciare un segnale, anche minimo. Perché se la montagna ci insegna qualcosa è che ogni passo, per quanto piccolo, conta.

E allora lo diciamo chiaro: non resteremo indifferenti.

Cammineremo anche per chi oggi non può più farlo.

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