Simone Fauni
Le Terre della Baronia sono un suggestivo distretto storico-geografico situato nel Parco Nazionale del Gran Sasso, in provincia dell’Aquila. Anticamente nota come “Baronia di Carapelle”, quest’area ha mantenuto vivo un forte legame con il suo passato: nelle architetture dei borghi medievali perfettamente conservati, così come nel perdurare di un eroico rapporto degli uomini con la montagna.
Lo splendido borgo mediceo di Santo Stefano di Sessanio costituisce il fulcro del Distretto, ma non è da meno Calascio, dominata dall’antica Rocca – la fortificazione più alta e spettacolare dell’intero Appennino centrale; e ancora Castel del Monte, patria della transumanza, Castelvecchio, del quale è tuttora riconoscibile l’antico impianto ellittico, e il borgo fortificato di Carapelle.
Nel 2023 è stato inaugurato il Cammino del Gran Sasso, un percorso ad anello di circa 60 km che si sviluppa sulle pendici meridionali del Parco e collega gli antichi borghi della “Baronia”.

Fin dal medioevo tutta l’area ha rappresentato un bacino pastorale tra i più importanti d’Italia ed era situata in posizione strategica rispetto ai percorsi della transumanza e ai traffici commerciali. Nel corso dei secoli il territorio è stato feudo di molte famiglie: la dominazione medicea rappresentò il periodo di massimo splendore per il distretto che, riunificato in un unico principato e annesso ai territori di Bussi, Amatrice, Accumoli e Cittareale, avrebbe costituito gli Stati medicei d’Abruzzo.
In particolare Santo Stefano di Sessanio divenne il centro principale di produzione della pregiata lana carfagna che, lavorata a Firenze, veniva poi esportata in tutta Europa. Nel XV secolo, al commercio della lana si affiancò quello dello zafferano, la cui produzione aquilana nell’area dell’altopiano di Navelli godette di una certa fama grazie anche al largo utilizzo della spezia nella cucina rinascimentale.
Il commercio della lana e dello zafferano passava per l’antica Via degli Abruzzi. Un itinerario commerciale che fu infrastruttura fondamentale durante il medioevo: attraversando tre nazioni (Repubblica di Firenze, Stato della Chiesa e Regno di Napoli), metteva in comunicazione le due grandi capitali: Firenze e Napoli consentendo il collegamento tra l’Italia settentrionale e quella meridionale.
Il distretto è particolarmente significativo per la produzione di legumi come la Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, di cui si hanno tracce già in antichi documenti monastici medievali. Piccolo e saporito, questo legume cresce oltre i mille metri di altitudine e ha trovato il suo habitat ideale sulle terrazze montane che circondano il piccolo borgo.
I pascoli di Campo Imperatore favoriscono la produzione del Canestrato di Castel del Monte, detto il pecorino della transumanza; così come del Grana di pecora in purezza affinato nelle grotte ai piedi del castello di Rocca Calascio.
I salumi di maiale nero d’Abruzzo, la mortadella di asino e le patate turchesa dalla buccia viola sono solo alcuni dei prodotti tipici imperdibili se si visita questo spettacolare lembo di territorio alle pendici del Gran Sasso aquilano.

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