Elisa Leger
A scuola ci hanno insegnato la mitica filastrocca MA CON GRAN PENA LE RECA GIU’ (MArittime, COzie, GRAie, PEnnine, LEpontine, REtiche, CArniche, GIUlie) cosi da stamparci bene in testa i nomi dei settori in cui furono ripartite le Alpi italiane. …Si sono pero’dimenticati di loro: le Alpi Liguri!
Già perché la classica suddivisione inizia con le Marittime, montagne del mare appunto e benedette dal suo influsso, che correndo alte fino al Colle della Maddalena passano la staffetta alle Cozie, dominate dal Re di pietra – vossignori il Monviso. Furono gli alpinisti ad accorgersi che qualcosa non quadrava. Non erano affatto tutte uguali le montagne che tra il colle di Cadibona e quello di Tenda (famoso per i suoi forti militari) portavano lo stesso nome. Quest’ultimo infatti divide due mondi.
Da un lato scure punte aguzze di roccia cristallina, granitiche e ostili, dominate dalla severa vetta dell’Argentera, piene di laghi glaciali e torrenti, pietraie a non finire, per tutto questo amatissime dagli stambecchi. I pascoli si contano su una mano e abbondano piante tenaci, amanti dei suoli acidi.

Dall’altro, invece, dolci praterie alpine che si perdono a vista d’occhio, campi di rocce calcaree, bianche e intarsiate dal lavorio dell’acqua di cui però in superficie non vi è traccia, e poi pozzi, doline, antri, alte pareti e camosci che vi si inerpicano. Distese di stelle alpine decorano questo paesaggio lunare che ha come vetta più alta il Marguareis, vero e proprio massiccio di confine.
Le chiamano Piccole Dolomiti, perché le ricordano un poco, ma essendo meno visitate possono ancora considerarsi genuine e ben lontane dall’overtourism. E sebbene sconosciute ai più, tanto da essersi guadagnate il nomignolo di ‘Cenerentole delle Alpi’, si rivelano poi un luogo magico per i camminatori, che una volta scoperte le ricorderanno poi in modo particolare.
Se da un lato il Marguareis affascina perché offre un panorama così ampio che va dal Monte Rosa alla Corsica, al suo interno nasconde un mondo sottosopra, conosciuto solo da speleologi esperti: qui vi è uno dei complessi carsici più importanti delle Alpi, un labirinto formato da più di 150 km di buie gallerie e almeno 700 grotte ed abissi. E’davvero una montagna vuota. Questa grande varietà di ambienti fa sì che il clima sia piuttosto particolare – alpino sì, ma mitigato dal mare – e permetta un’incredibile ricchezza floreale: qui vive ben un terzo delle specie di piante presenti in Italia e come si può immaginare la fioritura è uno spettacolo incredibile!

Insomma, ora che finalmente abbiamo ridato dignità alle nostre amate Alpi Liguri, ci tocca memorizzare una nuova formula magica, perfetta da canticchiare mentre si saltella tra un sasso e l’altro di qualche sentiero: LISA E MARCO, GRAZIE PER LE RETI CHE BERNARDO CALA GIU’ (LIguri, ma anche Orobie BERgamasche e DOlomiti).
…il modo migliore per ricordarsele ovviamente resta quello di venire a farci un giro!
Il trekking alla scoperta del Parco Naturale del Marguareis parte il 9 luglio, vieni a scoprilo con noi.
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