Zaino in spalla o sul furgone? Una riflessione sul trasporto bagagli nei cammini

Chi mi conosce lo sa: più di una volta mi sarà capitato di scherzare — o di “scagliarmi”, con un mezzo sorriso — contro l’utilizzo dei furgoni che trasportano gli zaini lungo i cammini.
Non è polemica, ma una riflessione che mi accompagna da tempo e che voglio condividere qui, nero su bianco.

Negli ultimi anni sempre più itinerari, in Italia e in Europa, offrono il trasporto bagagli con mezzi a motore.
Un servizio utile, anzi in certi casi indispensabile: penso a chi ha difficoltà fisiche, a chi viaggia con bambini, o a chi affronta tappe molto lunghe e impegnative con al seguito materiale tecnico per finalità di studio o ricerca.
Ci sono situazioni in cui è una risorsa preziosa, e non c’è nulla di sbagliato.

Eppure, ogni volta che vedo un furgone salire su una sterrata di montagna — o un camminatore su un sentiero a lunga tratta con uno zainetto da trail — mi chiedo se non stiamo perdendo qualcosa.
Perché il cammino nasce come esperienza di lentezza, di essenzialità, di contatto.
E quando deleghiamo la fatica — o almeno una parte di essa — rischiamo di spostare anche un po’ del senso che ci ha spinti a partire.

Camminare è una forma di libertà, ma anche di responsabilità.
È una scelta che ci riporta al necessario, che ci ricorda quanto poco serva davvero per sentirsi pieni.
E forse, proprio per questo, il peso dello zaino non è un fastidio: è parte del viaggio, una metafora silenziosa di ciò che decidiamo di portare con noi.

Come Vette e Baite, abbiamo discusso a lungo di questo tema tra soci e guide.
E alla fine abbiamo deciso di non organizzare cammini con trasporto bagagli tramite mezzi a motore.
Non per principio o per contrarietà, ma per coerenza con ciò in cui crediamo.
Non vogliamo essere solo fornitori di esperienze turistiche, ma portatori di una cultura della montagna… il motto portatori sani di trekking non lo abbiamo scelto a caso 😉

Una cultura fatta di rispetto, di misura, di scelte consapevoli.
Il cammino, del resto, è un maestro severo ma giusto: ti insegna a lasciare a casa ciò che non serve, a fare spazio all’essenziale, a dare un peso nuovo alle cose.

Forse la leggerezza che cerchiamo non sta nel ridurre i chili dello zaino, ma nel modo in cui impariamo a portarlo.

Non voglio dare risposte, ma sollevare una domanda:
quanto del “cammino” resta, quando a camminare davvero è solo una parte di noi?

Lascia un commento

Le Prossime Escursioni

Scopri tutte le nostre escursioni giornaliere

Resta aggiornato

STAY TUNED

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle nostre escursioni