Caterina Vuono
Riguardo la Medicina Forestale si dice molto e se da un lato si sta diffondendo una consapevolezza generale sulla sua importanza, dall’altro si riscontra ancora della confusione nell’utilizzo dei vari termini e del loro significato.
La Medicina Forestale è l’approccio di stampo scientifico alla disciplina di “immersione forestale” (o “bagno di foresta”) che include diverse attività di riconnessione alla Natura con un beneficio scientificamente comprovato per la salute umana. La Medicina Forestale riconosce che camminare in maniera consapevole in ambienti naturali può avere effetti positivi profondi sul benessere psicofisico ed emotivo delle persone. Gli ambienti più indicati per lo svolgimento di una seduta di immersione forestale sono appunto i boschi e le foreste, ma vengono anche considerati parchi e ambienti con varia e vasta vegetazione.

Dove nasce la Medicina Forestale?
Per spiegare la storia della Medicina Forestale, possiamo partire dal suo nome originario: Shinrin-Yoku, ovvero “bagno di foresta”. Questo termine, coniato in Giappone negli anni ’80, sta proprio a indicare l’effetto del bosco sulla Persona in riferimento allo stato psichico, emotivo e fisico.
Partendo dal Giappone, molte Università e Istituti di salute in tutto il mondo hanno condotto studi approfonditi su campioni di pazienti di diversa età, sesso e tipologia di problematica.
Oggi la Medicina Forestale è una pratica riconosciuta come metodo di prevenzione e cura su diversi fronti, già prescrivibile dal medico in Giappone, Corea del Sud, Scozia e Canada. In Italia attualmente viene integrata alle altre cure ufficiali, ma speriamo di vederla presto riconosciuta come parte del Servizio Sanitario Nazionale.

L’importanza dei boschi e delle foreste
Le foreste non sono solo ecosistemi vitali per la biodiversità, ma rappresentano anche una via per il nostro benessere. I vantaggi per la Salute sono numerosi.
Un bagno di foresta può stimolare il sistema immunitario, migliorare l’umore e favorire il rilassamento, abbassare i livelli di cortisolo — l’ormone dello stress — e ridurre l’incidenza di disturbi legati all’ansia e alla depressione. Il ritmo di rilassamento indotto dalla camminata consapevole comporta anche una regolazione della pressione sanguigna e del battito cardiaco. Dal punto di vista psicologico, riduce l’affaticamento mentale, migliora la concentrazione e favorisce il recupero cognitivo.
La Medicina Forestale per me e come esercitarla
Considero la Medicina Forestale un approccio alla Natura come alla Vita. Il considerarsi in maniera eCocentrica, togliendo un po’ di prepotenza alla mentalità occidentale eGocentrata. In quest’ottica un Albero merita lo stesso rispetto di un essere umano e la stessa cura che si rivolgerebbe a una bambina o a un bambino. Credo che bisognerebbe ascoltare gli Alberi come se fossero antichi saggi antenati e frequentare boschi e foreste con la consapevolezza di trovarsi nella nostra casa primordiale.
La Medicina Forestale è una via di cura per se stessi e di comunicazione verso l’esterno, in cui è la Natura ad ispirarci con la sua storia, la sua biologia, i suoi colori e le sue forme, i profumi. Mi auguro che questo legame antico venga sempre più considerato e preservato da coloro che camminano, ma non solo.
Invito tutte e tutti ad accogliere la presenza di una pianta anche in casa o in ufficio, se non si ha la possibilità di frequentare regolarmente uno spazio verde. Oppure a visitare un parco nelle vicinanze ogni qualvolta si passi di lì, anche sostando solo 10 minuti.
Se invece avete la possibilità di frequentare zone collinari e montane, non vi resta che unirvi a noi!

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